Editing libro: cos’è, come funziona, quando è necessario, costi

Anna VendittoAprile 20, 2026 |
Tempo di lettura: 13 minuti
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L’editing è un intervento di revisione approfondita del testo. L’obiettivo? Migliorarlo e prepararlo alla pubblicazione. Con l’editing vengono eliminati errori strutturali, stilistici e di contenuto. A svolgere questo lavoro sul testo è l’editor (o redattore letterario), sebbene la prima revisione spetti sempre all’autore stesso. Se hai terminato la stesura del tuo libro, e prima di richiedere un servizio di editing vuoi saperne di più, sei nel posto giusto.

Questo articolo è pensato per fornirti tutte le informazioni utili sull’editing di un libro, in particolare scoprirai:

  • cosa vuol dire davvero fare editing;
  • quanti tipi di editing ci sono;
  • quando è necessario farlo (non sempre un testo è pronto per l’editing);
  • qual è il costo dell’editing di un libro e con quali criteri viene definito;
  • cosa ottieni dall’editing;
  • quali strade puoi intraprendere dopo aver fatto editare il tuo testo.

Prendersi cura di un libro inedito prima che venga consegnato ai lettori è un passaggio indispensabile. Prosegui la lettura e scopri come valorizzare il tuo testo.


Cosa vuol dire fare editing?

Abbiamo visto nell’introduzione a questo articolo la definizione di editing: intervento di revisione approfondita volto a eliminare errori strutturali, contenutistici e stilistici.

L’editing è un lavoro redazionale – e aggiungerei artigianale – complesso che si esprime attraverso una serie di azioni e verifiche che l’editor svolge sul testo.

Nello specifico, quando edito intervengo per:

  • Valutare la struttura generale del testo, sia che si tratti di narrativa che di saggistica, e la trama, nel caso si tratti di narrativa. Questo può significare chiedere all’autore di riscrivere intere parti, eliminare periodi o capitoli non funzionali alla storia, passare dalla prima alla terza persona o viceversa in base alle caratteristiche del testo; o ancora pensare a una nuova divisione in paragrafi, inserire tabelle, grafici e immagini (ad esempio in saggi o manuali).
  • Verificare la verosimiglianza dei fatti e l’accuratezza dei riferimenti storici, qualora ci fossero.
  • Verificare che le ambientazioni siano descritte in modo accurato e che i personaggi abbiano spessore e credibilità. Le domande che ogni autore dovrebbe porsi a tal proposito sono: i personaggi hanno uno spessore, cioè hanno pregi e difetti, passioni, vivono conflitti come tutti gli esseri umani o sono mere comparse? Hanno una morale e agiscono coerentemente a essa? Hanno un’evoluzione credibile all’interno della storia?
  • Controllare l’esattezza semantica. La sfida più grande quando si scrive è scegliere la parola giusta, essere specifici e non generici, utilizzare la parola più adatta per definire e descrivere ciò che abbiamo in mente.
  • Eliminare eventuali incongruenze. Ad esempio, il protagonista Marco a metà della storia si chiama Mirco. La storia è ambientata negli anni ’80 e uno dei personaggi sfila dalla tasca il suo iPhone. È bene eliminare tali incongruenze che rischierebbero di confondere il lettore.
  • Verificare l’esattezza dei contenuti, specie nei testi di saggistica. Spesso commettiamo errori perché presumiamo di sapere. Il dubbio, invece, è di fondamentale importanza. Bisogna controllare tutto, sia ciò che non conosciamo affatto, ma anche e soprattutto ciò che pensiamo di conoscere. Date, avvenimenti, citazioni, nomi stranieri, dati bibliografici: l’errore può celarsi veramente ovunque.
  • Valorizzare la voce dell’autore. Lo scopo non è cambiare lo stile dell’autore, ma nel rispetto del testo che ho davanti intervengo per migliorarne la fluidità. Questa fase del lavoro è a mio avviso la più delicata, perché esce dall’ambito puro delle regole e rientra piuttosto in quello della “sensibilità letteraria”. Bisogna tenere presente che la figura dell’editor non sostituisce l’autore, il quale ha sempre l’ultima parola sul suo testo, ma gli fa da guida. Fornisce suggerimenti, consigli e pone all’attenzione dell’autore questioni su cui non si è interrogato durante la scrittura e che sono importanti per la buona riuscita del testo.

In poche parole mi prendo cura del tuo testo, proponendo alternative e soluzioni alle eventuali lacune.

Un rischio implicito in questa operazione, ma da evitare assolutamente, è quello di eccedere nell’uniformazione, appiattendo così lo stile proprio dell’autore; per quanto corretta o addirittura elegante una forma troppo standardizzata finirà infatti col risultare un po’ fredda e impersonale. È bene quindi intervenire solo se la regola di grammatica è palesemente disattesa, sono impiegati un termine o un’espressione impropri, vi è qualcosa che stona rispetto al registro del libro, oppure la sintassi, per quanto a rigore non errata, è però tale da rendere poco chiaro il concetto che si vuole esprimere.

In conclusione, possiamo dire che fare editing significa potenziare il testo che si ha davanti, valorizzarlo, tirare fuori qualcosa che c’è già ma che aspettava di essere vista: un po’ come uno scultore che “tira fuori” da un blocco di marmo la scultura che ha immaginato.


Quanti tipi di editing ci sono?

L’editing è senza dubbio un processo complesso. Esistono delle classificazioni che aiutano a orientarsi all’interno di questa complessità. In genere, una prima distinzione riguarda la profondità dell’intervento e distingue tra editing leggero e editing approfondito. Il primo si applica a testi già ben costruiti, che necessitano soprattutto di una rifinitura formale; il secondo, invece, entra più a fondo e può coinvolgere sia la struttura sia i contenuti del testo.

Un’altra modalità di classificazione si basa invece sull’oggetto dell’intervento editoriale e individua tre aree principali: editing strutturale, contenutistico e stilistico.

L’editing strutturale riguarda l’impianto del testo nel suo insieme: la tenuta della trama, la coerenza narrativa, il ritmo e la presenza di eventuali incongruenze. L’editing contenutistico si concentra invece sugli elementi interni della narrazione, come la costruzione dei personaggi, la credibilità dell’ambientazione e la chiarezza dei temi. L’editing stilistico, infine, lavora sulla superficie del testo, occupandosi di sintassi, lessico, fluidità e resa espressiva.

Semplificando, però, la distinzione più concreta e usata nel lavoro editoriale è quella tra macro-editing e micro-editing.

Il macro-editing (o editing strutturale) comprende tutto ciò che riguarda la struttura e i contenuti del testo, quindi la sua architettura complessiva e la coerenza interna. Il micro-editing (o editing stilistico), invece, si concentra sulla dimensione più minuta della scrittura, ovvero lo stile, il fraseggio e la leggibilità.

È importante, ad ogni modo, tenere presente che queste classificazioni sono strumenti utili per fare ordine e per facilitare la comprensione, ma non devono diventare delle gabbie. Ogni testo è un caso a sé: può richiedere un intervento mirato su un solo livello, oppure un lavoro più ampio che coinvolge più dimensioni contemporaneamente.

Alcuni testi hanno bisogno soprattutto di un lavoro di micro-editing, altri richiedono un intervento più profondo a livello macro, e spesso le due dimensioni convivono nello stesso elaborato. All’interno di uno stesso testo, infatti, possono esserci sezioni già solide dal punto di vista strutturale ma fragili nello stile, e altre in cui accade esattamente il contrario.

Per questo motivo, la scelta dell’intervento editoriale non può essere standardizzata: nasce sempre da una lettura attenta e da un’analisi approfondita del testo.


Cosa si ottiene con l’editing?

L’editing è un passaggio fondamentale per rendere un testo acerbo un libro pubblicabile. Ma, se si è alla prima esperienza come scrittori è possibile che non si abbiano le idee chiare sul perché è così importante e su che cosa si ottiene nel concreto con questo processo di revisione.

Chiederselo è lecito, anche perché si tratta di un investimento importante.

Ecco di seguito cosa si ottiene con un editing ben fatto:

  • Correttezza formale. Un testo deve essere conforme alle regole ortografiche, morfologiche e sintattiche della lingua italiana: questa è una regola imprescindibile. Un libro per quanto elegante e ben impaginato perde qualsiasi valore in presenza di refusi o errori sintattici.
  • Coesione del testo. La coesione testuale è l’insieme dei legami grammaticali e sintattici che uniscono le parti di un testo, rendendolo scorrevole e ben organizzato. A differenza della coerenza, che riguarda il significato, la coesione si concentra sulla forma e sui collegamenti tra parole e frasi. Si realizza attraverso elementi come i connettivi, le anafore, le catafore e l’accordo morfologico. Importante è anche l’uso corretto dei tempi verbali (consecutio temporum), che garantisce fluidità. Un testo può essere coeso, ma non necessariamente avere senso.
  • Coerenza del testo. La coerenza testuale è ciò che permette a un testo di avere un senso chiaro e unitario. Consiste nel legame logico tra le varie parti, che devono essere collegate tra loro senza contraddizioni. A differenza della coesione, che riguarda la forma e i collegamenti grammaticali, la coerenza riguarda il significato. Il testo deve fare riferimento a un contesto condiviso, reale o immaginario, in modo che chi legge possa comprenderlo facilmente come un insieme unitario e sensato. In particolare, per quanto riguarda la saggistica, è fondamentale l’affidabilità dei contenuti: i dati devono essere corretti e verificati su fonti diverse. La tesi sostenuta dall’autore perde ogni valore se i dati su cui si basa o ai quali si accompagna si rivelano imprecisi.
  • Maggiori chance che il testo venga accolto da un editore. L’editing è indispensabile, sia che si voglia intraprendere un percorso di self publishing, sia se si è alla ricerca di un editore. Deve essere ben chiaro che l’editing non garantisce la pubblicazione, ma dà all’autore maggiori chance di essere notato.
  • Maggiore consapevolezza dei propri punti di forza e delle proprie debolezze. A migliorare non è solo il testo oggetto del lavoro di editing, ma la scrittura dell’autore in generale. L’editing è un “lavoro di squadra”: l’editor affianca l’autore, lo spinge a porre attenzione ad aspetti che non aveva considerato, fornisce suggerimenti per migliorare la coerenza e la coesione della propria scrittura. In poche parole, costituisce una sorta di “corso di scrittura” pratico, dove l’autore mette le mani in pasta e impara dai suoi errori.


Editing libro: costo

Quanto costa fare l’editing di un libro? La verità è che non esiste una risposta unica: il prezzo può cambiare molto in base alla lunghezza del testo, al tipo di intervento necessario, al livello di revisione richiesto e all’esperienza dell’editor.

Proprio per questo, è facile sentirsi un po’ spaesati davanti a preventivi anche molto diversi tra loro. Capire cosa si sta pagando davvero, però, è fondamentale per fare una scelta consapevole. Se vuoi orientarti meglio e scoprire da cosa dipende davvero il costo dell’editing, qui trovi un approfondimento chiaro e completo: Quanto costa fare editing? Facciamo chiarezza|Eufonika.

range costo editing


Come capire se il manoscritto è pronto per l’editing?

Prima di rispondere a questa domanda, è doveroso fare una premessa. L’editing è necessario, sempre. Nessun libro può essere pubblicato senza essere stato prima editato. Anche lo scrittore più navigato ha bisogno di un editor.

Il punto non è “se”, ma “quando”. Mi spiego meglio.

Piuttosto che chiedersi se è necessario far editare il proprio manoscritto, è più importante chiedersi quando farlo. Questo perché non tutti i testi sono subito (non appena è terminata la redazione) pronti per l’editing. Un testo per essere editato deve avere un minimo di struttura, anche se carente o sgangherata; deve avere una buona idea di fondo.

Dunque, da scrittore puoi avvalerti di un servizio spesso sottovalutato, ma che – se fatto con criterio – può essere davvero utile per capire se il manoscritto è pronto per l’editing: la scheda di valutazione editoriale.

La scheda di valutazione è un documento tecnico redatto da un professionista editoriale che analizza in modo approfondito un manoscritto inedito. Non esiste un unico modello di scheda di valutazione editoriale, ogni editor struttura la propria in base all’esperienza. Ma, è importante sapere che una scheda di valutazione fatta bene dovrebbe contenere questi elementi di base:

  • sinossi dettagliata;
  • analisi tecnica accurata;
  • esito e suggerimenti.


È importante, inoltre, fornire dei suggerimenti concreti per una prima revisione autonoma – qualora non sia stata ancora fatta. Infine, in base allo stato del testo, si propone all’autore un lavoro di affiancamento alla scrittura oppure di macro editing, micro editing e correzione di bozze.


Con una scheda di valutazione editoriale oltre a capire se il manoscritto è davvero pronto per l’editing, potrai ottenere una maggiore consapevolezza dello stato del tuo testo e acquisire informazioni sulle competenze e l’approccio dell’editor.


Chi si occupa dell’editing?

A occuparsi dell’editing è per l’appunto l’editor. L’editor è in genere un professionista freelance che si pone a metà strada tra l’editore e l’autore. Egli lavora a strettissimo contatto con l’autore, di cui in genere gode la piena fiducia; concorda con lui gli interventi atti a migliorare la struttura complessiva; spesso lo consiglia in merito a come muoversi nel mondo dell’editoria, suggerendogli per esempio a chi proporre il testo.

Dunque, la missione dell’editor è fare di quel libro il miglior libro possibile e portarsi nel silenzio della tomba tutto quello che sa sulle conoscenze grammaticali dell’autore e sugli aneddoti privati che hanno ispirato i personaggi.

La sinergia che si instaura tra editor e autore è fondamentale per la buona riuscita del libro, motivo per cui è fondamentale scegliere l’editor giusto per sé.


Editing e correzione di bozze sono la stessa cosa?

La risposta è no. Intanto l’editing si fa sul testo così com’è in origine, acerbo se vogliamo. La correzione di bozze viene fatta invece su un testo già editato e impaginato.

L’editing pone l’attenzione su struttura, contenuto, forma e stile; la correzione di bozze su refusi ed errori sfuggiti durante la fase di editing. Pertanto la differenza sostanziale tra editing e correzione di bozze sta nell’intento. Il fine dell’editing è rendere pubblicabile un libro migliorandolo. La correzione di bozze – indispensabile tanto quanto l’editing – rifinisce il testo prima della stampa.


Ho fatto editare il mio libro, e ora?

Il lavoro di editing richiede tempo ed energie sia per l’editor sia per l’autore. Terminato l’editing si è sicuramente a buon punto, di partenza. Eh sì, perché è proprio quando il lavoro sul testo termina che si delinea la scelta più importante. Ovvero, proporsi agli editori o intraprendere la strada del self publishing?

In generale, è consigliabile schiarirsi le idee già prima che venga terminato il lavoro sul testo. Se si fa fatica a orientarsi nel ginepraio dell’editoria, si può chiedere consiglio all’editor. Un editor professionista è informato/a sul mercato editoriale, sulle modalità di pubblicazione, sui tempi e le regole di ognuna e potrà fornirti informazioni attendibili.

Sapere in anticipo quale strada percorrerai, ti consentirà di prepararti a dovere per promuovere il tuo libro. Perché dopo tanta fatica, il fine ultimo rimane farsi leggere da più persone possibili.


Conclusione

Affidare il proprio manoscritto a un editor non significa snaturarlo, ma potenziarlo. Come abbiamo visto, l’editing è un investimento che trasforma una bozza grezza in un’opera pronta per il mercato, curando ogni aspetto: dalla coerenza della trama alla fluidità dello stile. Che tu stia puntando al self-publishing o alla proposta per una casa editrice, presentarti con un testo pulito e solido è il tuo miglior biglietto da visita.

Scrivere è un atto solitario, ma pubblicare è un lavoro di squadra. Se senti che il tuo libro è pronto per essere perfezionato, o se hai ancora dubbi su quale tipo di intervento sia più adatto alla tua storia, prenota ora una consulenza gratuita.

Analizzeremo insieme il tuo progetto, i tuoi obiettivi e capiremo come trasformare le tue pagine in un libro indimenticabile.

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Autore

Sono un editor, correttore di bozze e content writer freelance. Leggo, scrivo, revisiono, scelgo le parole con cura.
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